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		<title>Corporate Social Responsability &#8211; Samsung Newsroom Italia</title>
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		<description>What's New on Samsung Newsroom</description>
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				<title>Violenza digitale: il 47% delle donne l’ha subita almeno una volta. I dati della ricerca promossa da Samsung rivelano un fenomeno in crescita</title>
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				<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 14:37:07 +0000</pubDate>
						<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Corporate Social Responsability]]></category>
		<category><![CDATA[Libere di]]></category>
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									<description><![CDATA[Quasi una donna su due (47%) ha vissuto almeno un episodio di violenza digitale. Un dato che sale al 59% tra le 16-24enni, evidenziando come proprio le fasce]]></description>
																<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quasi una donna su due (47%)</strong> ha vissuto almeno un episodio di violenza digitale. Un dato che sale al <strong>59% tra le 16-24enni</strong>, evidenziando come proprio le <strong>fasce più giovani siano le più esposte</strong>. È quanto emerge dalla nuova indagine realizzata da <strong>Toluna<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><span>[1]</span></a></strong> e promossa da <strong>Samsung Electronics Italia</strong>, che fotografa in modo approfondito <strong>consapevolezza, comportamenti e percezioni legate alla violenza di genere online</strong> nel nostro Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra chi ha subito violenza, <strong>tra le forme più diffuse emergono l’invio di contenuti sessuali non richiesti (19%), la manipolazione emotiva online (15%) e body shaming e hate speech (15%)</strong>. Una violenza spesso “senza volto”, che si manifesta anche al di fuori di relazioni consolidate: <strong>nel 49% dei casi a compierla sono sconosciuti, ma il fenomeno coinvolge anche la sfera relazionale più vicina</strong>. <strong>Il 26% segnala infatti episodi da parte di persone conosciute</strong>, percentuale che risulterebbe ancora più alta considerando <strong>anche quel 22% che indica “entrambi” come responsabili</strong>, a conferma della <strong>complessità e della pervasività del fenomeno</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il 98% delle donne conosce almeno una forma di violenza digitale</strong>, ma questa consapevolezza non si traduce in una <strong>percezione di tutela</strong>: <strong>tre donne su quattro ritengono che la società non prenda realmente sul serio il problema</strong>. Preoccupante anche il quadro normativo: <strong>6 donne su 10 dichiarano di conoscere poco o per nulla le leggi italiane sulla violenza digitale</strong>, nonostante il recente potenziamento del Codice Rosso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il tema della sicurezza percepita si riflette anche nelle abitudini digitali quotidiane: <strong>il 64% delle donne limita chi può vedere il proprio profilo o i contenuti condivisi</strong> – <strong>un comportamento generale legato all’uso dei social, seppur connesso al clima di rischio percepito</strong> – <strong>con una percentuale che sale all’83% tra le 16-24enni</strong>. Inoltre, <strong>il 56% dichiara di aver modificato in modo significativo l’uso di smartphone e strumenti digitali per sentirsi più sicura (68% tra le più giovani)</strong>, evidenziando come la sensazione di <strong>vulnerabilità influenzi le scelte e i comportamenti anche al di là dell’esperienza diretta di episodi di violenza</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>DALL’ASCOLTO ALL’EDUCAZIONE: L’IMPEGNO DI SAMSUNG TRA PUNTI VIOLA E “LIBERE DI”</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Samsung rafforza il proprio impegno nel promuovere consapevolezza, prevenzione e supporto sul tema della violenza di genere</strong>, collaborando con <strong>DonneXStrada</strong>, realtà non profit che si <strong>occupa di violenza contro le donne e sicurezza in strada, tramite i Punti Viola e una rete associata di psicologi e avvocati</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E <strong>proprio in questa direzione si è mossa l’azienda</strong>, aderendo al progetto nazionale dei <strong>Punti Viola</strong> e <strong>trasformando alcuni suoi spazi in luoghi sicuri per un primo ascolto e orientamento</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il personale dei Punti &#8211; la <strong>Samsung Smart Home, due Customer Service Center di Napoli e Mestre e il Samsung Experience Store di Arese</strong> &#8211; <strong>ha inoltre seguito un percorso di formazione specializzata con avvocati, psicologi e professionisti dell’associazione</strong>, per essere preparato ad <strong>accogliere e indirizzare chi chiede aiuto, informando sui servizi disponibili, a partire dal numero antiviolenza 1522</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>&#8220;La violenza digitale non è solo un fenomeno in crescita: è una minaccia concreta, quotidiana e profondamente pericolosa per migliaia di donne, soprattutto le più giovani. Per questo è fondamentale che realtà come Samsung scelgano di esserci davvero, mettendo competenze, risorse e visione al servizio di un cambiamento necessario. Nessuno può affrontare questo fenomeno da solo: servono alleanze solide, responsabilità condivise e una presenza costante nel processo. Il nostro impegno nasce da qui: dalla volontà di accompagnare le persone, costruire sicurezza e contribuire a una cultura in cui la libertà e la tutela non siano mai negoziabili.&#8221; </em><strong>Ha dichiarato Bianca Hirata</strong>, <strong>Co-Founder &amp; Creative Director DonneXStrada.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ma l’impegno di Samsung non si limita ai propri spazi fisici.</strong> Educare, informare e prevenire significa anche agire sul digitale e nelle comunità: <strong>per questo l’azienda lancia la campagna “Libere di”</strong>, diffusa su <strong>LinkedIn</strong> e pensata per riportare al centro il tema della libertà delle donne. La campagna si sviluppa attraverso una serie di contenuti complementari: <strong>un video concept con l’avvocata Stefania Crespi di DonneXStrada, accompagnato dall’intervento del Presidente di Samsung Electronics Italia Louis Kim</strong>; un <strong>video manifesto che vede le dipendenti di Samsung condividere messaggi di forza e consapevolezza</strong>; e <strong>tre video verticali dedicati rispettivamente alla sicurezza digitale, all’attivazione dei Punti Viola e all’educazione ai sentimenti</strong>.</p>
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<p>Promuovere consapevolezza, diffondere informazioni corrette e rifiutare ogni comportamento non rispettoso è una responsabilità collettiva. <strong>Le persone di Samsung hanno scelto di contribuire in prima persona, mettendo la propria voce al servizio di questo cambiamento culturale</strong>.</p>
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<p>L’azione prosegue anche sul territorio <strong>con un’attività di guerrilla</strong>: installazioni simboliche di veri e propri <strong>Punti Viola presso la scuola secondaria di primo grado I.C.S. Giorgi e l’Accademia Internazionale di Moda e Design Domus</strong>: contesti in cui educazione e consapevolezza possono davvero generare il maggiore impatto, <strong>contribuendo a cambiare il modo in cui le nuove generazioni comprendono e affrontano il tema del rispetto.</strong></p>
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<p><em>“I dati ci dicono con chiarezza che la violenza digitale è una minaccia concreta e quotidiana per moltissime donne, soprattutto per le più giovani. Il fatto che quasi una su due l’abbia subita almeno una volta, e che il fenomeno sia spesso agito da sconosciuti, conferma quanto sia urgente rafforzare strumenti di prevenzione, consapevolezza e supporto. Come Samsung sentiamo la responsabilità di contribuire in modo attivo: crediamo che le aziende debbano restituire valore ai territori in cui operano, mettendo a disposizione competenze, risorse e reti. È per questo che abbiamo scelto di unirci al progetto dei Punti Viola e di investire in percorsi di educazione ai sentimenti, sicurezza digitale e formazione, con l’obiettivo di generare impatto reale e costruire una cultura condivisa di rispetto e libertà”. </em>Ha dichiarato <strong>Anastasia Buda, Head of ESG, CSR &amp; Internal Communication di Samsung Electronics Italia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La sede Samsung ospiterà inoltre, dal <strong>24 novembre al 5 dicembre, una visual identity dedicata <em>“Libere di</em></strong>”: un intervento che porta questo messaggio anche all’interno degli spazi aziendali, dove ogni giorno si costruiscono relazioni, cultura aziendale e consapevolezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"><span>[1]</span></a> Indagine Toluna <em>La Violenza digitale sulle donne</em>: valori espressi in %. Periodo di esecuzione: novembre 2025. Metodo di rilevazione: sondaggio su un campione femminile di 1.000 soggetti 16-55enni, con quote per fasce di età.</p>
<p>&nbsp;</p>
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