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		<title>Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026 &#8211; Samsung Newsroom Italia</title>
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		<description>What's New on Samsung Newsroom</description>
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				<title><![CDATA[Oltre la Medaglia: Samsung aiuta i giovani atleti a esplorare il proprio futuro a Dakar 2026]]></title>
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				<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:05:56 +0000</pubDate>
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				<dc:creator><![CDATA[Giorgia Casagrande]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Mobile]]></category>
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		<category><![CDATA[Victory Selfie]]></category>
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									<description><![CDATA[I Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026 sono in corso in Senegal dal 31 ottobre al 13 novembre e riuniscono circa 2.700 giovani atleti impegnati in 25 sport. Si tratta del primo evento olimpico ospitato nel continente africano. In qualità di Worldwide Olympic and Paralympic Partner, Samsung Electronics sostiene i Giochi con la tecnologia Galaxy: […]]]></description>
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<p>I Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026 sono in corso in Senegal dal 31 ottobre al 13 novembre e riuniscono circa 2.700 giovani atleti impegnati in 25 sport. Si tratta del primo evento olimpico ospitato nel continente africano.</p>



<p>In qualità di Worldwide Olympic and Paralympic Partner, Samsung Electronics sostiene i Giochi con la tecnologia Galaxy: da Victory Selfie all’integrazione dei dispositivi nelle riprese televisive, fino alla Samsung Open Station, uno spazio esperienziale all’interno del Villaggio Olimpico Giovanile. Al fianco dei Giochi Olimpici Giovanili sin dalla prima edizione di Singapore 2010, a Dakar 2026 Samsung affianca al contributo tecnologico anche il sostegno alla crescita personale dei giovani atleti.</p>



<p>Per i partecipanti a Dakar 2026, raggiungere il palcoscenico olimpico è il risultato di anni di dedizione. Alcuni degli insegnamenti più duraturi nascono però dalle esperienze vissute lungo il percorso: superare le difficoltà, sviluppare resilienza e scoprire ciò che conta al di là dei risultati.</p>



<p>Per questo, il 3 novembre Samsung ha organizzato “Beyond the Medal: Your Journey Shapes What Comes Next”, una sessione di mentoring presso la Samsung Open Station nel Villaggio Olimpico Giovanile. Attraverso il confronto con atleti che hanno già vissuto il percorso olimpico, l’incontro ha voluto trasmettere orgoglio e motivazione alla nuova generazione e condividere lo spirito di apertura al centro della partnership olimpica di Samsung.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1000" height="667" src="https://img.global.news.samsung.com/it/wp-content/uploads/2026/11/05110932/Photo-2-1000x667.jpg" alt="" class="wp-image-21086" /><figcaption class="wp-element-caption">▲ La sessione di mentoring presso la Samsung Open Station. (Copyright: IOC/Franco Arland)</figcaption></figure>



<p>Due <strong>IOC Athlete Role Model</strong><sup data-fn="484bc5e5-09d8-4f06-a691-b8775c29cc33" class="fn"><a href="#484bc5e5-09d8-4f06-a691-b8775c29cc33" id="484bc5e5-09d8-4f06-a691-b8775c29cc33-link">1</a></sup><strong>,</strong> il canoista senegalese di slalom <strong>Jean-Pierre Bourhis,</strong> 31 anni, e la nuotatrice ugandese <strong>Jamila Lunkuse</strong>, 29 anni, hanno incontrato i giovani atleti insieme al tennista neozelandese <strong>Marcus Daniell</strong>, 36 anni, medaglia di bronzo olimpica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1000" height="542" src="https://img.global.news.samsung.com/it/wp-content/uploads/2026/11/05110929/Photo-1-1000x542.jpg" alt="" class="wp-image-21085" /><figcaption class="wp-element-caption">▲ Da sinistra: Jean-Pierre Bourhis (Senegal, canoa slalom), Jamila Lunkuse (Uganda, nuoto) e Marcus Daniell (Nuova Zelanda, tennis). (Copyright: Getty Images) (Uganda, Swimming) and Marcus Daniell(New Zealand, Tennis) (Copyright: Getty Images)</figcaption></figure>



<p>Moderata da <a href="https://bit.ly/4gAA8qW" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lefa Makgato</a>, CSR Manager di Samsung Electronics Africa, la sessione ha riunito i tre mentor e 28 giovani atleti provenienti da 12 Paesi. I protagonisti hanno condiviso le esperienze che hanno segnato i propri percorsi, offrendo spunti per esplorare le possibilità della vita oltre lo sport.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Aprire la strada e trovare il proprio percorso</strong></h2>



<p>Makgato ha aperto il confronto chiedendo a ciascun mentor dove fosse iniziato il suo percorso olimpico.</p>



<p>Per Bourhis, che ha rappresentato il Senegal a Rio 2016 e Tokyo 2020 ed è protagonista di “<a href="https://www.youtube.com/watch?v=zFuVGbyOgSs" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Voices of Galaxy: Paddling for the Future</strong></a>” di Samsung, il sogno ha preso forma nel 2008, quando il togolese Benjamin Boukpeti ha conquistato una medaglia di bronzo nel kayak a Pechino 2008.</p>



<p>“Da bambino ho capito che un canoista africano poteva raggiungere il podio”, ha raccontato. “Rio 2016 mi ha mostrato che era possibile aprire una strada. Ora il mio compito è tenerla aperta per gli altri.”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1000" height="667" src="https://img.global.news.samsung.com/it/wp-content/uploads/2026/11/05110935/Photo-3-1000x667.jpg" alt="" class="wp-image-21087" /><figcaption class="wp-element-caption">▲ Jean-Pierre Bourhis (Senegal), IOC Athlete Role Model, durante la sessione di mentoring Samsung. (Copyright: IOC/Franco Arland)</figcaption></figure>



<p>Lunkuse, che ha debuttato ai Giochi Olimpici a 15 anni, ha ricordato come il suo rapporto con il nuoto fosse nato dall’amicizia, prima ancora che dall’ambizione. “Non pensavo alle medaglie o alle Olimpiadi”, ha spiegato. “Mi piaceva semplicemente condividere un’attività con i miei amici, ed è così che è nato il mio amore per lo sport.”</p>



<p>Daniell, che a Tokyo 2020 ha riportato la Nuova Zelanda sul podio olimpico del tennis dopo 109 anni, ha ricordato la scelta di dedicarsi al tennis anziché al calcio a 14 anni. “Avendo rinunciato a uno sport che amavo, sapevo di dovermi impegnare fino in fondo”, ha affermato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Superare i propri limiti imparando dalle difficoltà</strong></h2>



<p>La conversazione si è poi concentrata sulle sfide più impegnative affrontate dai tre mentor.</p>



<p>Con una disponibilità quasi inesistente di impianti per la canoa in acque mosse in Senegal, Bourhis ha dovuto stabilire la propria base di allenamento in Francia, continuando a lavorare a tempo pieno come ingegnere nella riparazione di veicoli elettrici. “Da ingegnere, vedo un limite come un problema da risolvere, non come un muro”, ha spiegato. “Mi alleno prima del lavoro, durante la pausa pranzo o a tarda sera. A farmi andare avanti è avere uno scopo.”</p>



<p>Lunkuse ha parlato apertamente dell’ansia vissuta prima di Rio 2016. “Ero così concentrata sui tempi di qualificazione che non riuscivo più a divertirmi”, ha raccontato. “Solo quando mi sono presa una pausa ho potuto capire che cosa stessi attraversando e di quale aiuto avessi bisogno. È stato questo a permettermi di arrivare a Rio 2016.”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="667" src="https://img.global.news.samsung.com/it/wp-content/uploads/2026/11/05110938/Photo-4-1000x667.jpg" alt="" class="wp-image-21088" /><figcaption class="wp-element-caption">▲ Jamila Lunkuse (Uganda), IOC Athlete Role Model, durante la sessione di mentoring Samsung. (Copyright: IOC/Franco Arland)</figcaption></figure>



<p>Daniell ha descritto l’infortunio al ginocchio subito nel 2022, che lo ha tenuto lontano dalle competizioni per quasi due anni. “Ad aiutarmi è stato avere qualcosa che andasse oltre il tennis”, ha spiegato. “Tutti affrontano dei fallimenti. A resistere sono quelli che imparano a rialzarsi quando cadono.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Oltre lo sport: trasformare l’esperienza in opportunità</strong></h2>



<p>Infine, Makgato ha chiesto ai mentor come avessero portato gli insegnamenti dello sport nelle fasi successive della propria vita.</p>



<p>Attraverso il suo impegno nel non profit, Bourhis sta costruendo un ecosistema per la canoa in Senegal. “Lo stiamo sviluppando passo dopo passo. Costruire canoe sul territorio rende lo sport più accessibile, crea posti di lavoro e lascia un’eredità duratura”, ha spiegato. “Voglio dare alla prossima generazione gli strumenti per costruire il proprio percorso.”</p>



<p>Lunkuse, allenatrice di giovani nuotatori e componente del Comitato Atleti di World Aquatics, invita i ragazzi a guardare oltre i risultati. “I risultati non definiscono il vostro valore”, ha sottolineato.</p>



<p>Anche Daniell, membro della Commissione Atleti del CIO e fondatore di High Impact Athletes, organizzazione non profit che mette in contatto gli atleti con enti benefici, ha offerto un consiglio: “Cercate un obiettivo che vada oltre il successo personale. Per me è stato ciò che mi ha spinto ad andare avanti.”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="667" src="https://img.global.news.samsung.com/it/wp-content/uploads/2026/11/05110942/Photo-5-1000x667.jpg" alt="" class="wp-image-21089" /><figcaption class="wp-element-caption">▲ Marcus Daniell (Nuova Zelanda), medagliato olimpico a Tokyo 2020, durante la sessione di mentoring Samsung. (Copyright: IOC/Franco Arland)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Aprire nuove possibilità per la prossima generazione</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="667" src="https://img.global.news.samsung.com/it/wp-content/uploads/2026/11/05110945/Photo-6-1000x667.jpg" alt="" class="wp-image-21090" /><figcaption class="wp-element-caption">▲ Lefa Makgato, CSR Manager di Samsung Electronics Africa, ha moderato la sessione. (Copyright: IOC/Franco Arland)</figcaption></figure>



<p>Makgato ha concluso l’incontro raccontando la propria esperienza. Cresciuta in una piccola township sudafricana, ha utilizzato per la prima volta un computer a 18 anni, in una delle Solar Powered Internet Schools di Samsung. In seguito è entrata in Samsung Electronics Africa, dove oggi guida programmi di responsabilità sociale d’impresa in tutto il continente, tra cui Solve for Tomorrow, offrendo alle nuove generazioni opportunità simili a quella ricevuta.</p>



<p>La sua presenza all’incontro nasceva quindi anche da un’esperienza diretta: aver visto come una singola opportunità possa cambiare una vita.</p>



<p>“So per esperienza personale che l’accesso alla tecnologia e all’istruzione apre porte che forse non avreste mai immaginato. Il punto in cui vi trovate oggi non determina dove arriverete”, ha dichiarato. “Volevamo incoraggiare i giovani atleti a restare aperti a nuove idee e a riconoscere il proprio potenziale nel costruire il futuro.”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="667" src="https://img.global.news.samsung.com/it/wp-content/uploads/2026/11/05110948/Photo-7-1000x667.jpg" alt="" class="wp-image-21091" /><figcaption class="wp-element-caption">▲ Da sinistra: Jamila Lunkuse, Jean-Pierre Bourhis e Marcus Daniell scattano un selfie alla Samsung Open Station. (Copyright: IOC/Franco Arland)</figcaption></figure>



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<ol class="wp-block-footnotes"><li id="484bc5e5-09d8-4f06-a691-b8775c29cc33">Gli IOC Athlete Role Model (ARM) fanno parte dei Giochi Olimpici Giovanili sin da Singapore 2010. Selezionati dalle Federazioni Internazionali di ciascuno sport, questi atleti con esperienza olimpica sono presenti durante i Giochi per confrontarsi con i giovani partecipanti e condurre workshop su temi come la gestione della carriera e la prevenzione degli infortuni, contribuendo alla formazione degli atleti di domani. <a href="#484bc5e5-09d8-4f06-a691-b8775c29cc33-link" aria-label="Jump to footnote reference 1"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />︎</a></li></ol>]]></content:encoded>
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