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		<title>Parental Control &#8211; Samsung Newsroom Italia</title>
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		<description>What's New on Samsung Newsroom</description>
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				<title>Smartphone e famiglie superconnesse,  i cinque consigli anti-dipendenza di Samsung</title>
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				<pubDate>Wed, 15 May 2019 18:42:50 +0000</pubDate>
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									<description><![CDATA[La tecnologia e il modo in cui i device connessi (smartphone, tablet, wearables) hanno cambiato il modo di comunicare, sia fuori che dentro le mura domestiche,]]></description>
																<content:encoded><![CDATA[<p>La tecnologia e il modo in cui i device connessi (smartphone, tablet, wearables) hanno c<strong>ambiato il modo di comunicare, sia fuori che dentro le mura domestiche</strong>, è uno dei temi più discussi in qualsiasi ambito della vita contemporanea. Una rivoluzione nelle modalità di comunicazione, che sta impattando in maniera significativa anche il rapporto tra genitori e figli, e che rischia di rendere tutti superconnessi, ma allo stesso tempo chiusi nel proprio ego.</p>
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<p><strong>Samsung, in occasione della Giornata Internazionale della famiglia, che si celebra oggi</strong>, pone l’attenzione sul problema della iperconnettività in famiglia, proponendo <strong>una serie di consigli su come guidare al meglio i ragazzi a un uso più consapevole della tecnologia.</strong></p>
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<p>Una delle più recenti ricerche commissionate da Samsung Italia, rileva che, ad esempio, 7 ragazzi su 10 considerano lo smartphone un insostituibile compagno di vita, e non immaginano come poter uscire senza (dati Samsung Trend Radar 2019).</p>
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<p>A essere connessi giorno e notte, però, spesso non sono solo i figli, ma anche i genitori, per i quali la comunicazione virtuale è diventata importantissima; e in questo ambito i figli prendono i propri genitori come modello di comportamento.  <strong>Ma in che modo i genitori possono agire per mettere un freno a un’eccessiva invadenza del mondo digitale in famiglia?</strong></p>
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<p>I cinque consigli di Samsung creati in collaborazione <strong>con l’esperta, la psicologa – psicoanalista Raffaella Conconi, coordinatrice del Servizio Tutela Minori di Lecco e provincia, </strong>intendono porre una riflessione su come usare al meglio questi strumenti utilissimi, ma da adoperare con attenzione.</p>
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<h2><strong>1 Dare il buon esempio</strong></h2>
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<p>La tecnologia di per sé è da considerarsi un passaggio di testimonianza del progresso dell’uomo che può solo migliorare qualità della vita. È impensabile che i ragazzi non abbiano accesso alla tecnologia in un modo sempre più informatizzato; rimarrebbero dei primitivi in un mondo nuovo. Prima di tutto gli adolescenti usano i dispositivi come li usano i genitori: non serve giudicare un ragazzo che si fa moltissime foto, se la mamma fa lo stesso; oppure se la mamma passa molto tempo su Facebook, il ragazzino seguirà il suo esempio. Sono quindi prima di tutto i genitori a dover curare il proprio rapporto con la tecnologia.</p>
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<h2>2<strong> Stabilire delle regole condivise in famiglia</strong></h2>
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<p>Quando si deve dare il telefonino al proprio figlio? Non prima che ci sia la necessità che si trovi nella situazione di dover contattare i propri genitori, perché lo strumento serve per questo. Non a due anni, al ristorante per “tenerlo buono”. L’ideale sarebbe quando il ragazzo inizia a passare tempo da solo e può avere necessità di comunicare con l’esterno, per esempio, nel periodo delle scuole medie. Lo smartphone deve essere utilizzato in momenti determinati della giornata, non durante i pasti, dopo le 22 è meglio spegnerlo, a scuola sì, ma in modalità silenziosa. Meglio evitare, in generale, tutti quei momenti in cui può rappresentare una forma di distrazione dai rapporti sociali.</p>
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<h2><strong>3 Filtri, parental control e condivisione della posizione</strong></h2>
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<p>Quando c’è molta libertà, si può accedere a qualsiasi tipo di contenuto. Per questo si può consigliare di installare filtri o parental control. La condivisione della posizione? Sì, se so che il figlio è andato in gita in montagna con amici, o fuori la sera. Altrimenti no, evitiamolo se è solo uscito a mangiarsi uno snack. È corretta la condivisione fino a quando può essere necessario rintracciarlo in caso di un incidente. Altrimenti si tratta di una mania persecutoria di quei genitori che pensano di controllare i propri ragazzi con questi metodi. Bensì, è necessario un controllo a monte.</p>
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<h2><strong>4 Con lo smartphone si possono fare “altre cose”</strong></h2>
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<p>Con lo smartphone in famiglia si possono fare tante cose, per esempio informarsi. Gli smartphone sono strumenti di informazione, di facilitazione anche dei rapporti sociali. Lo strumento, però, è in mano a qualcuno che può farne diversi usi in base a ciò che ha in mente e che ama o non ama fare: parliamo di genitori, insegnati di scuola, allenatori sportivi, insegnanti di catechismo, etc. Dipende dall’utilizzo e dalla cultura che sta dietro l’uso dello smartphone.</p>
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<h2><strong>5 L’incontro virtuale non è sbagliato </strong></h2>
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<p>Lo smartphone offre una vetrina ampia sul mondo. Questa finestra rende i ragazzi più veloci, più connessi, meno ingenui, più informati e più in contatto/connessione con il resto del mondo, più cittadini del mondo, più facilitati ai rapporti sociali. L’incontro virtuale non è sbagliato, anzi va promosso, ma certamente con consapevolezza.</p>
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