Dal pub al salotto: la qualità del TV sta cambiando il modo di guardare il calcio
Una nuova ricerca commissionata da Samsung condotta su 8.000 tifosi europei fotografa l’evoluzione
delle abitudini di visione: il 91% cerca socialità e l’84% mette al primo posto la qualità di immagine e suono.
Il modo di guardare il calcio in TV sta cambiando meno nei rituali e più nelle aspettative. Il bar sotto casa resta parte dell’immaginario sportivo, ma in Italia – più che altrove – non è più il riferimento automatico. Sempre più spesso, la scelta di dove seguire una partita dipende da un fattore preciso: la qualità dell’esperienza di visione.
Una nuova ricerca commissionata da Samsung condotta su 8.000 tifosi europei[1] racconta questo spostamento, con l’Italia tra i mercati in cui il fenomeno è più evidente: il calcio resta un’esperienza profondamente sociale, ma si riorganizza attorno allo spazio domestico e alla tecnologia.
Una socialità che resta centrale, ma non basta più
Il dato di partenza conferma una forte continuità culturale. Il 91% dei tifosi europei afferma che guardare una partita insieme ad altri rafforza il senso di comunità, mentre quasi la metà (47%) considera determinante con chi si condivide il match.
D’altra parte, l’84% dei tifosi dichiara che qualità di immagine e suono influenzano direttamente il piacere della visione, mentre l’83% indica la qualità dell’immagine come primo fattore nella scelta del luogo dove guardare una partita, davanti all’atmosfera (82%) e alla comodità (79%).
In sintesi, la socialità resta centrale, ma da sola non basta più a definire l’esperienza: un aspetto trasversale, ma particolarmente evidente in Italia
Il limite del calcio fuori casa (e perché pesa di più in Italia)
A incidere su questo cambiamento sono anche le criticità percepite nei luoghi pubblici: un tema particolarmente rilevante in Italia, dove il bar sport è storicamente parte della cultura calcistica.
Il 70% dei tifosi europei ha riscontrato problemi durante la visione di eventi sportivi in bar o pub: angoli di visione limitati (27%), riflessi sullo schermo (24%), audio non sincronizzato (23%) e difficoltà nel seguire chiaramente il movimento della palla (19%).
Per l’87% degli italiani intervistati, questi elementi non sono dettagli tecnici, ma aspetti che incidono direttamente sull’esperienza emotiva e sul ricordo della partita. In un mercato come quello italiano, contribuiscono a spostare progressivamente il bar da luogo “primario” a opzione più occasionale.
Italia: il calcio si sposta a casa e il salotto diventa un “Home Stadium”
In Italia il fenomeno assume una forma particolarmente chiara: il calcio resta profondamente radicato nella quotidianità domestica, ma il modo in cui viene vissuto sta cambiando.
Il 52% dei tifosi italiani guarda le partite con la famiglia, mentre il 42% le segue con amici a casa. Il salotto diventa così lo spazio centrale del tifo: un “Home Stadium” in cui la dimensione sociale si unisce al controllo dell’esperienza di visione.
“Il calcio rappresenta un momento profondamente radicato nella quotidianità nel nostro paese, che si esprime soprattutto all’interno della casa. È proprio in questo contesto che la qualità dell’esperienza di visione assume un ruolo determinante: non solo per seguire la partita, ma per viverla in modo pieno e coinvolgente”, ha dichiarato Alessio Cazzaniga, Head of Marketing and Retail AV di Samsung Electronics Italia.
“Gli italiani sono tra i più esigenti in Europa: cercano un livello di qualità elevato, capace di restituire ogni dettaglio del gioco e trasformare ogni match in un’esperienza immersiva. La tecnologia non è più un elemento accessorio, ma parte integrante dell’emozione sportiva. Per questo continuiamo a innovare con soluzioni basate su intelligenza artificiale, ottimizzazione avanzata di immagine e audio e tecnologie anti-riflesso.”
L’AI entra in campo
A guidare questa trasformazione è l’evoluzione tecnologica dei dispositivi di nuova generazione.
Samsung introduce una nuova generazione di TV OLED e Neo QLED che integra sistemi basati su intelligenza artificiale, progettati per migliorare la visione dello sport in tempo reale. L’AI Football Mode stabilizza i movimenti rapidi della palla e riduce le sfocature nelle azioni più veloci, mentre l’AI Sound Controller Pro consente di modulare l’audio tra commento tecnico e rumore del pubblico, a seconda delle preferenze. Le tecnologie glare-free riducono i riflessi e migliorano la leggibilità dell’immagine anche in presenza di forte luce ambientale.
Non si tratta più soltanto di “vedere meglio”, ma di ricreare un’esperienza più immersiva e coerente, sempre più vicina alla sensazione dello stadio, pur restando nel salotto di casa.
Una socialità che cambia forma, non sostanza
Nonostante il cambiamento, il bisogno di condivisione resta stabile. Il 69% dei tifosi europei afferma che tornerebbe più spesso nei locali pubblici se la qualità della visione fosse pari a quella domestica, mentre il 62% si dice orgoglioso quando un luogo diventa un punto di riferimento per la visione delle partite.
Il risultato non è una sostituzione, ma una ridefinizione degli equilibri: la socialità non scompare, si adatta a standard di qualità sempre più elevati. Il calcio resta un’esperienza collettiva, ma in Italia il suo centro di gravità si sta spostando.
Oggi i tifosi non scelgono solo dove guardare una partita, ma in quali condizioni viverla. E sempre più spesso è il salotto a diventare stadio.
[1] Ricerca condotta da Censuswide su un campione di 8.008 appassionati di calcio nel Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Germania, Spagna, Italia e Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Svezia e Norvegia). I dati sono stati raccolti tra il 23.03.2026 e il 30.03.2026. Censuswide è membro della Market Research Society (MRS) e del British Polling Council (BPC), nonché firmatario del Global Data Quality Pledge e aderente al Codice di condotta MRS e ai principi ESOMAR.
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