[Intervista] SDIC dall’interno: come Samsung sta facendo progredire il settore dei dispositivi indossabili attraverso il design computazionale

09-06-2026
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Protezione dei dati di progettazione computazionale tramite scanner 4D

 

 

Progettare dispositivi indossabili in grado di garantire vestibilità e comfort ottimali rappresenta una delle sfide più complesse del settore. Ogni persona ha un’anatomia diversa, e questo rende particolarmente difficile per le aziende sviluppare soluzioni davvero confortevoli per tutti gli utenti. Ma cosa accadrebbe se fosse possibile definire con precisione comfort, vestibilità e funzionalità di rilevamento, così da offrire un’esperienza ottimale al maggior numero possibile di persone?

 

La risposta di Samsung è il design computazionale. Questo processo multidimensionale sfrutta l’intelligenza artificiale e il calcolo avanzato per analizzare centinaia di migliaia di dati quantitativi e qualitativi, così da generare, testare e perfezionare i design di prodotto con maggior precisione. Il risultato è un cambiamento radicale: dall’esperienza soggettiva a una progettazione guidata dai dati, che consente di sviluppare prodotti migliori e garantire una vestibilità ideale per la più ampia gamma possibile di utenti.

 

Questa descrizione restituisce il concetto di design computazionale in termini astratti, quasi come una definizione da dizionario. Per capire in che modo il design computazionale venga concretamente utilizzato per creare dispositivi indossabili superiori, Samsung Newsroom ha fatto visita al Samsung Design Innovation Center (SDIC) di San Francisco, sede del Computational Design Lab. Qui è stato approfondito questo processo all’avanguardia ed è stato visto in azione.

 

Federico Casalegno, vicepresidente esecutivo e responsabile del Samsung Design Innovation Center

 

Alla guida dello SDIC c’è Federico Casalegno, Executive Vice President e Head del Samsung Design Innovation Center, che negli ultimi vent’anni ha consolidato una profonda esperienza nel campo del design computazionale, guidandone l’integrazione come elemento chiave nel processo di sviluppo dei prodotti Samsung. Abbiamo incontrato Federico per approfondire come lo SDIC utilizzi il design computazionale come strumento strategico per progettare e ottimizzare l’esperienza dei wearable Samsung, in particolare della serie Galaxy Buds4.

 

D. Ci racconta il ruolo di SDIC?

 

R. (Federico) In SDIC la nostra missione è offrire esperienze significative che tengano conto dell’evoluzione dello stile di vita delle persone, sempre nel contesto di un design centrato sulla persona. Il nostro obiettivo ultimo è entusiasmare i clienti e creare prodotti che aiutino a vivere in modo più felice, più sano, più creativo e più produttivo, cercando al tempo stesso di costruire un futuro migliore per tutti e di preservare l’ambiente. Per riuscirci, SDIC unisce la forza del design e della creatività a un processo decisionale guidato dai dati. Supportato da intelligenza artificiale, machine learning, robotica e calcolo avanzato, il nostro talentuoso team multidisciplinare di designer si spinge costantemente oltre i limiti del possibile, offrendo esperienze utente senza precedenti e benefici concreti e tangibili.

 

 

Alla SDIC, il design si fonde con l’intelligenza artificiale, i dati e l’informatica per garantire il massimo comfort nei dispositivi indossabili.

D. Che cos’è esattamente il design computazionale e qual è la filosofia che ne sta alla base?

 

R. (Federico) Viviamo in un’epoca unica di innovazione tecnologica, ma l’approccio di Samsung al design è sempre stato profondamente centrato sulle persone, perché crediamo che una tecnologia priva di umanità sia semplicemente perfezione senza scopo. Il design computazionale è il modo in cui diamo concretezza a questa filosofia: è il processo attraverso cui sfruttiamo l’enorme potenza di intelligenza artificiale, dati e capacità computazionale per creare prodotti pensati per le persone, invece che chiedere alle persone di adattarsi ai nostri prodotti. Questo approccio ci consente di creare dispositivi che siano intrinsecamente funzionali, intuitivi, confortevoli e curati dal punto di vista estetico. Oggi questa metodologia viene applicata a tutto il nostro portafoglio wearable, inclusi Galaxy Watch8 e la serie Galaxy Buds4.

 

Il processo di progettazione computazionale prevede l’utilizzo di varie apparecchiature di collaudo all’avanguardia, tra cui la scansione 4D.

D. In che modo il design computazionale rende la “vestibilità” un parametro oggettivo e misurabile?

 

R. (Federico e il team SDIC): Quando si sviluppa un prodotto personale come un wearable, progettato per rimanere a contatto con il corpo per periodi prolungati, la vestibilità rappresenta un elemento essenziale. Non si tratta solo di comfort: una vestibilità stabile è infatti fondamentale anche per massimizzare la precisione dei sensori del dispositivo. Tuttavia, i metodi di progettazione tradizionali non consentono di misurare l’indossabilità in modo oggettivo, poiché si basano esclusivamente su test condotti su campioni limitati di utenti.

 

Il design computazionale cambia radicalmente questo approccio. Grazie all’utilizzo di dataset digitalizzati su larga scala e di avanzate simulazioni basate su intelligenza artificiale, trasforma l’indossabilità in una metrica quantificabile, permettendo a Samsung di misurare comfort e vestibilità come mai prima d’ora. Considerando l’estrema variabilità delle forme e delle curvature dell’orecchio umano o del polso, il design computazionale consente ai designer di basarsi su insight oggettivi e affidabili, difficilmente ottenibili attraverso i metodi tradizionali.

 

I parametri di progettazione ottimali vengono ricavati tramite simulazioni basate sull’intelligenza artificiale e sulla fisica, che vengono poi verificati incrociando i risultati con i test effettuati sui robot.

 

D. Ci spiega nel dettaglio come funziona in laboratorio il processo di design computazionale e come è stato applicato alla serie Buds4?

 

R. (Federico e il team SDIC): Il nostro processo di design computazionale si basa su tre elementi: persone reali, digital twin e robot. Acquisiamo scansioni 3D e 4D di un pubblico eterogeneo globale, integrando dati anatomici precisi per creare “digital twin”. Successivamente eseguiamo simulazioni basate su AI e fisica, verificando in modo incrociato i risultati con test fisici effettuati da robot.

 

Per la serie Buds4, abbiamo applicato esattamente questo processo per ottenere un comfort di utilizzo perfetto e un suono premium. Abbiamo analizzato centinaia di milioni di dati provenienti da orecchie di tutto il mondo ed eseguito oltre 10.000 simulazioni per perfezionare il nuovo design a lama. Questi dati oggettivi ci hanno portato a ridurre leggermente le dimensioni del corpo principale[1] e a rifinire l’angolo di rotazione: piccoli aggiustamenti che hanno prodotto un aumento significativo, e universalmente validato, in termini di stabilità e comfort.

 

D. In che modo il design computazionale di Samsung si traduce in benefici concreti per gli utenti?

 

R. Il processo di design computazionale di Samsung si basa su un patrimonio di dati proprietario, sviluppato interamente all’interno dell’azienda, su cui il team ha costruito diversi programmi di intelligenza artificiale altamente specializzati. Questa combinazione consente di generare insight unici e di innovare costantemente processi e metodologie di progettazione.

 

Nel caso specifico di Galaxy Buds e Galaxy Watch, questo approccio si traduce in un miglioramento tangibile in termini di comfort di utilizzo, stabilità e precisione dei sensori: elementi chiave che contribuiscono sia a elevare l’esperienza d’uso sia a ottimizzare le performance complessive del prodotto.

 

La gamma di dispositivi indossabili di Samsung, come i Galaxy Buds4, il Galaxy Watch8 e il Galaxy Ring, integra il design computazionale nel proprio processo di sviluppo.

 

D. Guardando al futuro, come immagina l’evoluzione del design computazionale nel prossimo decennio?

 

R. (Federico) Il design computazionale è oggi un elemento fondante del processo di sviluppo di Samsung per tutti i nostri prodotti wearable. Il nostro obiettivo resta massimizzare indossabilità, vestibilità, comfort e prestazioni dei sensori, per servire al meglio le persone che li utilizzano.

 

Guardando avanti, il vero punto di forza di questo processo è la sua evoluzione continua. Man mano che il nostro dataset continua a crescere, strumenti di AI personalizzati renderanno possibili simulazioni più accurate e insight più profondi. Questi sviluppi non solo contribuiranno a migliorare ulteriormente l’indossabilità dei prodotti, ma apriranno anche la strada a innovazioni esponenziali, fino a delineare una nuova categoria di wearable in grado di ridefinire i confini dell’esperienza utente. In ultima analisi, questa sinergia tra design computazionale e intelligenza artificiale libera i nostri designer, consentendo loro di esprimere appieno la propria creatività e mettendoci nelle condizioni di offrire prodotti ed esperienze misurabilmente superiori per gli utenti.

 

 

 

[1] Solo Galaxy Buds4

Prodotti > Mobile

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