Oltre la metà degli italiani ammette di aver guardato lo schermo del telefono di uno sconosciuto in pubblico e quasi un quarto lo ha fatto per pura curiosità

01-04-2026
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Dalle app di dating ai dettagli finanziari, gli intervistati dichiarano di aver visto sui display altrui un’ampia gamma di informazioni altamente personali

  • Il 59% degli italiani ammette di aver guardato accidentalmente lo schermo del telefono di uno sconosciuto, mentre il 24% dichiara di averlo fatto per curiosità.
  • Il 56% indica i mezzi pubblici come il luogo in cui è più probabile notare lo schermo di qualcun altro.
  • Se il 59% ritiene di riuscire a mantenere privato l’uso del proprio telefono anche in luoghi affollati, il 56% riconosce invece che, negli spazi pubblici, è facile vedere lo schermo degli altri.
  • Il 39% afferma di aver visto contenuti personali sul telefono di uno sconosciuto in pubblico.
  • Alcuni utenti ignorano la situazione (26%) o distolgono subito lo sguardo (30%), mentre altri (7%) ammettono di continuare a guardare discretamente.
  • Il nuovo Privacy Display[1] presente su Samsung Galaxy S26 limita la visione laterale dello schermo per proteggere la tua privacy in qualsiasi contesto.

 

 

Mentre milioni di europei si preparano a godersi il weekend di Pasqua, una nuova ricerca di Samsung rivela che gli spazi pubblici in Europa sono diventati una sorta di “schermo condiviso”: il 59% degli italiani afferma di aver guardato accidentalmente il telefono di uno sconosciuto, indicando i mezzi pubblici come il luogo in cui è più probabile notare lo schermo altrui (56%). Quasi un italiano su quattro (24%) ammette di aver osservato il telefono di qualcun altro per curiosità, esponendosi così a contenuti privati che spaziano dalle foto personali ai dati bancari

 

Samsung Electronics ha intervistato 11.000 europei[2] a supporto del lancio di Galaxy S26 Ultra, che introduce un Privacy Display integrato. Questa nuova tecnologia hardware rende i contenuti dello schermo visibili solo frontalmente, proteggendo la privacy dagli sguardi laterali senza compromettere l’esperienza visiva.[3]

 

Lo studio evidenzia inoltre un divario tra la percezione della privacy e la realtà anche in Italia: se il 59% ritiene che l’uso del proprio telefono sia privato anche in luoghi affollati, il 56% afferma che in pubblico è facile vedere lo schermo degli altri. Nonostante oltre un quarto delle persone ignori la situazione (26%) o distolga subito lo sguardo (30%), il 7% ammette di continuare a guardare con discrezione.

 

Dai messaggi al denaro: cosa c’è in gioco

Quasi la metà (48%) afferma di aver avuto la sensazione che qualcuno stesse guardando lo schermo del proprio telefono in pubblico. Solo il 25% considera l’uso dello smartphone in pubblico un’attività privata. Sebbene i consumatori possano essere già consapevoli di questo rischio, i nuovi dati indicano che le informazioni visibili sono spesso inaspettatamente personali.

 

Circa un terzo degli italiani (39%) dichiara di aver visto contenuti personali sul telefono di uno sconosciuto in pubblico, e il 28% afferma di aver visto qualcosa che riteneva non avrebbe dovuto vedere.

 

I contenuti osservati più frequentemente includono:

 

  • Foto personali / galleria – 40%
  • Volto o voce durante una videochiamata – 31%
  • Messaggi personali (ad esempio del partner/coniuge) – 30%
  • Notifiche o profili social – 24%
  • Shopping online – 15%
  • Notifiche o profili di app di dating – 9%
  • Saldo bancario o dettagli del conto – 8%

 

Queste situazioni sono generalmente involontarie e si verificano nella vita quotidiana. È proprio questo che crea un “pubblico accidentale”: persone che vedono ciò che compare sullo schermo di qualcun altro semplicemente perché è nel loro campo visivo, spesso senza avere altro da fare se non guardarsi intorno. Il 56% indica i mezzi pubblici come il contesto più frequente, seguiti dal 39% durante l’attesa in fila (ad esempio al supermercato o nei negozi) e dal 16% in bar, ristoranti o caffè.

 

Una crescente attenzione alla protezione delle informazioni personali

Con l’aumentare della consapevolezza che gli altri possano vedere i contenuti dei loro schermi in pubblico, molte persone stanno cambiando il modo in cui utilizzano lo smartphone.

 

Se solo il 7% dichiara di non fare nulla quando percepisce che qualcuno sta guardando il proprio schermo, il 40% afferma di smettere completamente di usare il telefono. Solo l’8% arriverebbe ad affrontare direttamente la persona.

 

Per il timore che uno sconosciuto possa vedere ciò che appare sullo schermo, gli italiani dichiarano di aver evitato o rimandato attività come operazioni bancarie (54%), l’inserimento di codici di accesso o PIN (42%) e la lettura di messaggi privati del partner (42%).

 

Questi comportamenti riflettono un cambiamento più ampio nel modo in cui viene percepita la privacy: non più soltanto come qualcosa da gestire tramite le impostazioni del dispositivo, ma anche come un aspetto influenzato dall’ambiente circostante.

 

Con il Privacy Display di Samsung Galaxy S26 Ultra, gli utenti dispongono di un nuovo strumento per proteggere le proprie informazioni, affiancando queste buone pratiche quotidiane. La privacy è da tempo una priorità per Samsung e il Privacy Display rappresenta l’ultimo passo dell’azienda nel supportare le persone a mantenere riservati i propri dati nei momenti che contano davvero – con il supporto di sette anni di aggiornamenti di sicurezza per garantire una protezione duratura nel tempo.

 

Benjamin Braun, Chief Marketing Officer di Samsung Europe, ha dichiarato: “Il telefono è uno degli oggetti più personali che possediamo: custodisce foto, dati bancari, messaggi e molto altro. Utilizzo i mezzi pubblici quasi ogni giorno e l’ultima cosa che desidero è che la persona accanto a me veda cosa c’è sul mio schermo. Per questo abbiamo integrato il Privacy Display all’interno di Galaxy S26 Ultra: così ciò che appare sul tuo schermo resta solo tuo.”

 

Lo studio ha inoltre evidenziato che il 44% degli intervistati evita di svolgere determinate attività negli spazi pubblici, segnalando una chiara esigenza di maggiore controllo da parte degli utenti sulla visibilità dei propri contenuti digitali.

 

[1] Richiede l’attivazione manuale nelle impostazioni per poter funzionare.

[2] Indagine condotta da Censuswide su 11.000 utenti di smartphone (1.000 per ciascun mercato) in Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Paesi Bassi e Belgio.

[3] Una volta attivata, alcune informazioni potrebbero comunque risultare visibili ad altre persone a seconda delle condizioni di visualizzazione, come l’angolazione o la luminosità. Si raccomanda pertanto cautela nella visualizzazione di informazioni sensibili.

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